mercoledì 29 ottobre 2014

Europa-Regioni/ Marini: fare investimenti per far ripartire la Ue



BRUXELLES - Gli investimenti per far ripartire crescita ed occupazione nell'area euro sono al centro del progetto di parere approvato dalla commissione Budg del Comitato delle Regioni Ue (CdR), presentato dalla governatrice dell'Umbria e primo vicepresidente del (CdR) Catiuscia Marini.

L'iniziativa di Marini mette sul piatto alcune proposte, a partire dallo scorporo del cofinanziamento dei fondi Ue dai vincoli del Patto di stabilita' - una delle questioni centrali della battaglia per la flessibilita' che l'Italia sta giocando sul tavolo europeo - oltre a quella di istituire una sorta "di libro bianco" per valutare la qualita' degli investimenti e differenziarli. Ma pone anche questioni sul pacchetto da 300 miliardi annunciato dal nuovo presidente della Commissione Ue Jean-Clude Juncker, per incentivare la ripresa in Europa.

Il parere, che per parte italiana e' stato analizzato e condiviso anche in sede di Conferenza delle Regioni e che ora sara' portato alla votazione alla plenaria del CdR del 3-4 dicembre - spiega Marini - "si concentra su un dibattito molto attuale e rilevante per Regioni e Comuni italiani che nonostante la contrazione degli investimenti pubblici, continuano a rappresentare il 50% degli investimenti complessivi" soprattutto grazie ai fondi strutturali.

"In questi anni di crisi, con le misure di consolidamento dei bilanci, invece di tagliare la spesa corrente, si e' finito per tagliare la spesa per gli investimenti - evidenzia - Per cui, la politica di austerita', con i saldi di bilancio e finanza pubblica, negli Stati con maggiore difficolta' si e' tradotta in una fortissimo ridimensionamento della spesa per gli investimenti. Il senso di questo parere e' dire: attenzione, sulla spesa pubblica dobbiamo costruire un meccanismo a livello Ue che evidenzia che gli investimenti sono una spesa pubblica di qualita' che puo' aiutare crescita e occupazione, e che va incentivata con modifiche. Ad esempio, come dice il Parlamento europeo, quella di togliere il cofinanziamento di tutti i fondi strutturali dal calcolo del Patto di stabilita'. Nel caso italiano questo libererebbe molte risorse proprio per gli investimenti".

"Ma alla commissione Ue chiediamo anche di costruire una sorta di libro bianco che si focalizzi sulla qualita' degli investimenti pubblici - aggiunge la governatrice umbra -. Di fare in modo cioe' che attraverso le regole Ue, si sia in grado di separare quella parte della spesa pubblica per gli investimenti, dal resto. Evidenziando nei conti pubblici e quindi anche nel rispetto dei vincoli della finanza, che non si possono mettere sullo stesso piano i costi del funzionamento della pubblica amministrazione e le risorse per favorire la ricerca, le infrastrutture".

Poi c'e' il tema del pacchetto da 300 miliardi annunciato da Juncker. "Vogliamo capire - osserva - se sono risorse nuove, per quali finalita' saranno utilizzate e in che modo, oltre gli Stati membri, le autorita' sub-nazionali come Regioni e Comuni vengono coinvolte nel parco progetti".

"Questo e' il cuore della vicenda, che non a caso e' al centro del dibattito del Parlamento europeo e dell'agenda del Consiglio Ue, che per ora si e' limitato a delle raccomandazioni, senza tradurle in vincoli", conclude.

Fonte:  http://www.umbrialeft.it/notizie/europa-regioni-marini-fare-investimenti-far-ripartire-ue

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